martedì 30 aprile 2013

Una faticosa opportunità :il cambio degli armadi! (Intro)






Faticosa lo è di certo, ma è anche un' occasione  per dare una bella sistemata al  guardaroba nostro e della famiglia,  liberarci di tutte quelle cose che ciondolano inutilizzate nelle grucce, e prendere coscienza di ciò che ci manca e di ciò che, invece, abbiamo in eccesso. 


Naturalmente per ottenere il meglio dalla nostra "occasione" dobbiamo  avere abbastanza tempo libero : fare le cose di corsa o con il pensiero di qualche impegno imminente , potrebbe avere il risultato di portarci, invece che nell' ordine sperato, nel caos più completo:o(
Proprio in base alla quantità di  tempo  a disposizione, possiamo decidere di fare il cambio tutto in una volta, oppure  solo per una persona (oggi il figlio, domani il marito, dopodomani per noi...) o ancora  possiamo lavorare solo su una parte di armadi e cassetti   (oggi l' anta centrale, domani i cassetti dell' intimo..). 
Dividere l' impegno, sopratutto se abbiamo molti vestiti ,o la nostra è una abbondante famigliola, serve anche per fare in modo da non arrivare così stanche a fine lavoro,  che poi ,pur di non vedere più quel disordine, sistemiamo le cose alla "come viene viene"...


Non dimentichiamo che è anche l' occasione per dare una bella pulita dentro ai mobili  ,e per sostituire (se ci piace usarla), la carta che li riveste ,per cui prima di iniziare teniamo a portata di mano stracci e stracetti, un detergente, e i rotolini della carta nuova.
Se usiamo scatole per riporre i capi, o i coprigiacche di plastica, controlliamo  se abbiamo bisogno di qualche nuovo acquisto:  per riporre l' abbigliamento invernale sembra  che non ci sia mai abbastanza posto.
Inoltre sarebbe opportuno, appena vediamo che il tempo tende a migliorare e ci  viene spontaneo sostituire  i maglioni tipo Irlanda  o i pantaloni di lana, con qualcosa di  pochino più leggero,metter via  questi capi, alleggerendo  l' impegno.


Di solito quando svuotiamo il nostro guardaroba poggiamo tutto quanto nel letto, ma nel caso siamo tra le fortunate che hanno una cabina armadio o una  stanza adibita a spogliatoio, può tornarci utile anche una coperta vecchiotta da mettere nel pavimento, e dove "rovesciare"  con serenità  il  contenuto di armadi e cassetti.


martedì 16 aprile 2013

.....potrebbe interessare??


Cof-cof... emh....scusate la tosse, ma sto togliendo la polvere e le ragnatele dal  blog :o).
Ancora una volta, problemi di salute, personali e non, mi hanno impedito con dispiacere,  di aggiornare queste pagine . 
E che si può fare.?!..quest' inverno è andata così!
E ... a proposito di  malattie, scambio con voi due pensieri veloci.
Da  una decina d' anni a questa parte, ho preso l' abitudine di prestare bene attenzione ai racconti   delle  "malattie altrui"  e di raccontare io stessa (a chi mi vuole ascoltare naturalmente!) sintomi e caratteristiche, di patologie che ho vissuto in prima persona o che hanno colpito qualche componente della mia famiglia.
Questo, perchè mi son resa conto, che tante volte,  malattie ,anche gravi, e che si manifestano con segni inequivocabili,  vengono diagnosticate con molta difficoltà. Sarebbe bastato  per il medico alzare gli occhi dalla scrivania e guardare in faccia il paziente, o ,aprire bene le orecchie e ascoltare tutti i sintomi che vengono riferiti, per capire subito, di cosa  si trattava.
Non pensate che la mia sia una critica alla categoria, anzi, ritengo che ci siano molti medici che meriterebbero  una medaglia al giorno ,per   il loro  lavoro davvero speciale.
E  non mi permetto mai, non solo di  di fare una diagnosi,  ma neanche di prendere un   farmaco, senza prima "andare dal dottore".
Tuttavia  le esperienze che ho avuto sono state talmente negative, che mi rendo conto che aver avuto qualche informazione in più, avrebbe salvato i miei cari da tante gravi conseguenze.
Proprio per questo vi lascio poche informazioni  legate alla mia esperienza familiare e  che mi auguro di tutto cuore non possano mai tornarvi utili.
Sapete che se soffrite di ansia, di insonnia o di palpitazioni non è detto che sia colpa del capo che vi stressa, ma  probabilmente è la tiroide che funziona male?  Anche i "nervi che saltano" con facilità possono riferirsi a problemi tiroidei. E  se non agite per tempo, il cuore può avere delle conseguenze  irreversibili.
 L' iposurrenalismo, che è curabile con una semplice pastiglia di cortisone al giorno,può dare alcuni di   questi sintomi: la pelle diventa bruno rossastra con la comparsa di macchie scure, si soffre di forte inapettenza e  astenia che portano ad un grave dimagrimento. Si può presentare anche sordità improvvisa. Questa malattia è molto grave e può portare alla morte in breve tempo.
L' acne importante e la peluria diffusa possono essere   segno di cisti ovariche.
Strisce rosse sul ventre  e amenorrea possono essere segni di problemi ormonali che coinvolgono l' apparato riproduttivo.
Per ora questo è ciò che mi viene alla mente, e mi chiedo,  a quanti di voi sarà  capitato di star male per tanto tempo, e di scoprire poi ,che l' unico che non "leggeva"  i segni del vostro male era il medico che vi seguiva
Scusate questo argomento così poco primaverile, ma penso davvero che in certi casi avere un' informazione in più possa fare la differenza.

Mi scuso anche  di non aver risposto agli ultimi commenti come sono solita fare , ma cerco subito  di rimediare.Inoltre  mi farò un  bel giretto tra le vostre pagine, augurandomi di trovare post  con argomenti più piacevoli del mio.

.

mercoledì 27 marzo 2013

Volta la carta!



Non so da voi, ma a casa mia capita spesso di aver bisogno di un "pezzetto" di carta: per segnare un numero di telefono, per trascrivere una ricetta dal computer, per attaccarlo sulla porta come promemoria per ricordarmi di ritirare il cappotto  in lavanderia, e anche per controllare se, la penna che fa i capricci, è completamente andata, o ha solo bisogno di una scrollattina. Insomma per "pezzetti" di carta intendo tutti quelli che hanno vita
breve, e  che dopo un uso momentaneo (eppure indispensabile) sono destinati a finire nella raccolta differenziata.  Fino a qualche anno fa, con una semplice pinzatrice assemblavo i vari fogli che, usati solo da una parte, potevano tornarmi utili, ma poichè con  le pinzatrici casalinghe non si riesce ad ottenere un gran spessore,  mi ritrovavo, nel momento meno opportuno, con la penna in mano ma senza un  minuscolo angolino di carta dove scrivere.


Ora invece ho  notato che stringendo i vari rimasugli con un semplice fiocchetto,  posso sfruttare molto più facilmente  anche il cartoncino   delle scatoline pulitissime che buttiamo quasi giornalmente nella spazzatura.


Basta scegliere la misura più comoda per i nostri "appunti" e quando ci troviamo in mano un pezzetto di carta pulito, tagliarlo  e infilarlo tra gli altri foglietti.Son sicura che il vostro blocchetto (come il mio) "grazie" alla posta che riceviamo, a qualche stampa andata  male, e  ai contenitori di carta che girano per casa, non resterà mai all' asciutto.



 Se lo teniamo  in vista, possiamo usare della carta con i disegni da infilare sotto il fiocchetto, o dei fiorellini finti, o un laccetto fluo, recuperato da una bustina rotta. Se le avete, potete usare le forbici sagomate e l' aspetto sarà ancora più grazioso.





 Io ne ho sistemato uno vicino al telefono, uno in macchina e uno nel comodino (per le ultime idee prima di addormentarmi ) e vi assicuro che proprio come i famosi rotoloni .....non finiscono mai:o)


venerdì 15 marzo 2013

Un aiutante buono come il pane!




Comprare un elettrodomestico nuovo è sempre un salto nel buio: prima dell' acquisto ci sembra di aver trovato la risposta a tutte le nostre esigenze, di aver trovato quello che finalmente dimezzerà i tempi in  cucina o  per la pulizia della casa, quello che ci permetterà di poter diventare dei cuochi o dei  pasticcieri provetti; poi lo acquistiamo, lo portiamo a casa,cominciamo ad usarlo e ...ci accorgiamo che forse...potevamo benissimo farne a meno!
Occupa più posto di quanto ricordassimo, gli accessori sono più un impiccio che un vero aiuto, tutte quelle cose buone che pensavamo di fare non le facciamo lo stesso, e il poveretto vive una vita piuttosto ritirata:o(



 Per  questo, quando 3 anni fa, il giorno di Natale, la mia mamma è arrivata con un bel pacco infiocchettato a proteggere  la  macchina del pane (MDP per gli amici), ho avuto quasi  paura  a manifestare tutto l' entusiasmo che di solito sento di fronte ai regali.



 E invece....son contenta! Si, son contenta della mia macchinetta che mi prepara,  praticamente da sola, il pane che metto in tavola. Unica mia "incombenza": pesare gli ingredienti e selezionare il programma giusto.Questo non vuol dire che non ho più acquistato del pane già pronto, ma la maggior parte delle volte lo faccio io (o meglio lei)!
Posso selezionarla in modo che si limiti ad impastare, e, magari faccio la pizza, posso farci la marmellata, e ci ho fatto pure una torta!



Il pane rimane molto più morbido di quasi tutto il pane acquistato nel negozio, ed è mooolto più economico.
Insomma se una mia cara amica mi chiedesse un parere, le direi di comprarla, non foss' altro per quel profumo meraviglioso ( se il paradiso esiste, sa sicuramente di pane cotto) che si  spande in tutta la casa:o)




Vi lascio due ricettine da provare: la prima è un pane con l' olio che ho "elaborato" personalmente prendendo le dosi un pò qui e un pò là, e  che si mantiene alla perfezione:
410 gr di farina 0
230 gr di acqua
6    gr di zucchero
10  gr di sale
70  gr di olio
12  gr di lievito di birra
Mettere tutti gli ingredienti nel cestello (prima i liquidi poi i solidi)
e selezionare pane normale con crosta media.




La seconda, è quella di  un  pan-dolce presa dal blog di Dana "il tempo in cucina".
Gli ingredienti sono quelli della foto, ma per la ricetta vi rimando al suo blog (cercate nelle etichette alla voce macchina del pane), dove pubblica una bontà dietro l' altra. Il risultato è quella mega fetta che vedete sotto il titolo
E voi conoscete la MDP? La usate?  Mi farebbe davvero piacere sapere che ne pensate. 


venerdì 8 marzo 2013

Prove tecniche di futuro e..... auguri.



Ho la sensazione che siamo giunti ad una svolta epocale.
Che intorno a noi  cambieranno tante cose, e che, siano proprio questi, gli anni decisivi per prendere una nuova strada.
 Che, se anche un governo, qualsiasi governo di  qualunque paese, riuscisse a trovare la formula magica per uscire dalla crisi, quella profusione che ora ricordiamo,   non tornerebbe più. Mai più.
 Il tempo dell' abbondanza è finito, sia per chi ha goduto, che per chi, purtroppo, ha potuto assaggiarne solo poche briciole. Abbiamo usato tutto: risorse, oggetti, pensieri, parole, corpi,  molte volte per l' utile, e troppe volte per l' inutile.
  E, guardandomi intorno,   credo che siano proprio le donne ad indicare questo cambiamento.
Lo indicano nelle nuove scelte che compiono nella vita di tutti i giorni, nella scelta di riusare invece che buttare , nella scelta di limitare invece che sprecare, nella scelta di fare invece che comprare, nella scelta di condividere invece che nascondere. Sono piccoli, quasi insignificanti gesti, che però servono a rimettere in moto le mani, a riscoprire le potenzialità del nostro fare e agire,ed essere attrici delle nostre giornate e non semplici spettatrici.
Forse saremo noi, la parte migliore di noi, che porterà l' umanità verso il futuro. 
Io ci credo, e per questo, vi faccio tanti auguri. 

mercoledì 6 marzo 2013

Minestra di verza con riso e..... conti.




Avrei dovuto postare questa ricetta qualche settimana fa, quando eravamo nel cuore dell' inverno, ma il mese di febbraio è stato, a casa mia, il mese "dell' influenza"; e proprio come gli omini del tirassegno, appena uno della famiglia riusciva a risollevarsi, l' altro era pronto a stramazzare " nel materasso". Antipiretico e termometro hanno "decorato" i comodini, dando loro un' aria molto vissuta:o); e io, appena vedevo le prime avvisaglie di benessere nel povero malato, mi chiedevo: a chi toccherà la prossima volta???!
Ma, visto che  le giornate son ancora ben freddine, mi sento comunque  autorizzata a proporvela : non è certo un piatto raffinato, ma se fuori piove o tira vento, se nevica o ghiaccia, con questo buon piatto fumante vi sentirete subito caldi caldi, e vedrete che sopporterete meglio queste temperature così basse.


Vi bastano pochi ingredienti, ma ,tenete conto che, se la preparazione è velocissima, per la cottura della verza e quella del riso ci vorrà almeno un' oretta.
Ingredienti per 4 persone:
Verza: la mia pesava più o meno 350 grammi
Olio evo: circa 5 cl
Mezza cipolla piccola
Un dado, anche vegetale
Riso comune per   minestra: 100 gr
Per prima cosa mettete a bollire un litro di acqua con dentro il dado, per preparare il brodo.
Tagliate la cipolla a pezzettini  e fatela rosolare nell' olio caldo.
Aggiungete la verza, tagliata a striscioline sottili, e fate rosolare anche questa per circa 10 minuti  a fuoco basso, e senza perderla d' occhio.





Aggiungete il brodo (deve coprire per bene la verdura  ) , e fate cuocere per circa mezz' ora. Se vedete che la verza assorbe tutto  il liquido potete continuare ad aggiungere del brodo o della semplice acqua calda.




Trascorso questo tempo  aggiungete il riso, e portate a cottura,  aggiustando di sale. A piacere potete dare una spolverata di parmigiano.
Ho calcolato la spesa per questo piatto: 
€ 0.55 verza
€0.20 olio
€0.12 riso
€0.13 dado
Totale 1€
Vogliamo esagerare e aggiungere un altro euro tra cipolla, acqua e gas? Beh, anche  facendo così, mi sembra che portare in tavola un primo piatto per quattro persone con la modica cifra di 2 euro, sia comunque un "buon" affare.


lunedì 18 febbraio 2013

La mia gruccia si fa la plastica ;o)




Credo che stendere i capi direttamente nelle grucce sia una buona abitudine: si  risparmia spazio (e si sa che lo spazio per far asciugare il bucato non è mai sufficiente),  i capi asciugano più rapidamente in quanto l' aria riesce a circolare meglio  all' interno del capo "aperto", e, poichè questo non viene piegato,  permette di limitare o persino  eliminare, l' uso del ferro da stiro, con conseguente risparmio di energia.



 E' necessario però che le grucce siano di plastica e che  abbiano "le spalle" ampie, per evitare di trovarci con  maglioni o felpe "addobbati"  da rigonfiamenti  vari, che si possono eliminare soltanto con un altro lavaggio. Così l' anno scorso mentre cercavo una soluzione, visto che le grucce  in plastica con le "spalle" larghe non sono molto facili da trovare, mi è capitato di sfogliare, in uno studio medico,  una rivista, dove ho visto alcune foto di  oggetti  fabbricati usando del materiale riciclato , e tra questi vi erano anche  delle grucce realizzate con delle bottiglie di plastica. Quell' immagine mi è rimasta talmente impressa ,che la prima cosa che ho fatto al mio rientro, è stato proprio montare due bottiglie ai lati di una gruccia qualsiasi, per vedere se si riusciva a creare un alternativa "casalinga" a quell' oggetto.




 Dopo vari tentativi andati a male con diversi  tipi di colla, per bloccare le bottiglie ho dovuto usare delle strisce ricavate  da una vecchia maglietta, arrotolate più volte intorno alla "spallina" .




Il risultato è in effetti  piuttosto instabile ma,  una volta sistemato il nostro maglione ,le bottiglie restano ferme e ,anzi, il fatto che "ballino" un pò ,fa si che  possano  adeguarsi alla  larghezza dei capi da asciugare.


 Credo in tutta sincerità che siano le grucce più ridicole del mondo, però i miei maglioni non hanno più nessuna gobbetta e asciugano in quasi la metà del tempo, per cui faccio un gran sorriso e....continuo a stendere:o).